Real Sito di Carditello Il complesso archittetonico, edificato alla fine del XVIII secolo, fu progettato da Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli. In stile Neoclassico, il complesso è stato in parte ricavato da un nucleo di strutture preesistenti, da cui derivano in particolare lo stallone, la scuderia, le abitazioni dei vaccari, la stalla delle bufale, la torre per la manipolazione dei latticini e il granile.
Considerato luogo di svago per la famiglia reale e la sua corte in realtà era una vera e propria azienda agricola e al suo interno fu avviato un allevamento di pregiate razze equine oltre alla produzione di prodotti agricoli e caseari.
Nel 1861, con l'Unità d'Italia, il sito fu abbandonato e cadde lentamente in rovina.
Negli anni 20 del Novecento fu prima donato all'Opera Nazionale Combattenti, poi divenne un deposito militare e, infine, passò all'Ente Fascista per i Miglioramenti Agrari. Risale, invece, al 1952 l'acquisizione da parte del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, attuale proprietario del sito.
Dal 1968 a oggi si sono stati praticati alcuni interventi di restauro. Attualmente il sito versa, comunque, in precarie condizioni, soprattutto dopo la lunga serie di furti perpretati nel corso degli ultimi decenni. |